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Gran Priorato d'Italia

Manifesto dell’Ordine Templare OSMTJ Gran Priorato d’Italia

  

Situazione attuale dell’Ordine.

In seguito ai fatti storici che alleghiamo per vostra conoscenza, ma dei quali speriamo che ogni Cavaliere Templare sia al corrente, oggi si devono riconoscere solo due organizzazioni Templari a livello mondiale l’OSMTJ e l’OSMTH. 

A nostro parere l’OSMTH si e’ messa in una posizione non legale avendo mancato alla regola, causando con cio’ la frattura del vero Ordine Templare ricostituito. 

Ciononostante queste sono le due vere organizzazioni Templari a cui fare riferimento, auspicando una loro riconciliazione per restaurare un Ordine Templare degno del suo passato. 

Ovviamente, essendo noi per l’obbedienza alle regole ed allo statuto dell’Ordine, non potevamo che seguire l’unico reggente regolarmente eletto, in seno all’OSMTJ. 

Con questo non voglio iniziare una diatriba su chi sia piu’ nel giusto rispetto ad altri in quanto i Templari devono come prima cosa essere fratelli, ma cio’ non toglie che una soluzione in accordo alla regola debba essere trovata al piu’ presto. 

Data la situazione attuale NESSUNO puo’ fregiarsi con pieno diritto del titolo di Gran Maestro dell’Ordine ed e’ quindi molto piu’ corretto e coerente sottostare ad una reggenza, come appunto avviene in seno all’OSMTJ. 

Per quanto riguarda tutti gli altri sedicenti ordini e fratellanze Templari la loro esistenza non trova motivo ne’ riscontro alcuno. 

Questa è una situazione che rattrista chi aspira ad una rinascita dell'Ordine nella sua purezza di intenti e nella sua missione di fratellanza, sia ben chiaro, non per un’illusoria identificazione con il nome e le gesta, ma per un’affinità’ di cuore, di mente e di anima. 

Io mi auguro che tutte queste entità mettano da parte le proprie divergenze, facciano un passo indietro, rinunciando ad un poco del loro potere e delle loro cariche, per permettere una riunificazione dei Templari in un unico Ordine, che si riformi sulla base dell’antica regola in versione contemporanea. 

Questo non per ottenere un ruolo o un riconoscimento dal parte dei poteri del mondo, ma per sentimento comune di adesione e di fratellanza, che deve fungere da esempio per tutti gli esseri umani di buona volontà, liberi di scegliere e di replicarne gesta e pensieri nel loro proprio mondo, senza bisogno di legarsi ad alcuna fratellanza. 

Per questo ogni singolo Templare deve lavorare su se stesso per rendersi degno veramente di essere parte dell’Ordine, in prima istanza Cristiano, perché solo con la nostra opera individuale potremo conquistare il rispetto che, badate bene, non si può togliere, né con le bolle papali, né con la diffamazione. Il rispetto lo si conquista con il proprio essere, il proprio comportarsi, con i nostri pensieri e con le nostre azioni. 

Solo cosi’ potremo pensare, non solo di essere chiamati Templari, ma di essere percepiti come tali da chi ci sta intorno. 

 

La struttura del Gran Priorato d’Italia OSMTJ

Dovendo rifondare da zero il Priorato d’Italia dell’OSMTJ, verra’ costituita a breve un’associazione non a scopo di lucro regolarmente registrata. 

La stessa provvedera’ ad emettere delle tessere che saranno date ai soci, rinnovate annualmente a seguito del pagamento di una capitazione di 200 euro. (eventuali problemi personali saranno tenuti nella dovuta considerazione) 

L’Associazione pubblichera’ annualmente la propria contabilita’ in modo aperto e trasparente. 

I fondi raccolti tramite le donazioni e le capitazioni saranno utilizzati per le spese operative del Gran Priorato, per l’organizzazione di eventi e per le opere di beneficenza. Tutto sara’ accuratamente documentato. 

In accordo alla Regola verranno costituite delle Commanderie locali ed in seguito, crescendo la struttura, dei Balivati. 

Il simbolo scelto per questo Gran Priorato e’ la Croix Patte a bracci uguali, che e’ il simbolo di guerra dell’antico Ordine. Visti i periodi che ci aspettano, la riteniamo una scelta coerente. 

Verra’ seguita l’antica regola dell’Ordine Templare ricostituito, cosi’ come approvata dalla nostra Reggenza con alcune piccole variazioni formali, per renderla piu’ aderente ai tempi attuali. 

 

Cosa vuol dire essere Templari oggi.

Il poter comprendere quali qualità, quali compiti prende su di sé chi sceglie liberamente, e liberamente è accettato nella fratellanza Templare, richiede un presa di coscienza che si basi prima di tutto su uno studio approfondito su chi erano e sono i Cavalieri Templari e su di una comprensione del credo Templare e della via che porta al Cristo. 

Questi presupposti sono imprescindibili e per questo chi viene accolto entra come novizio, per avere il tempo di imparare e comprendere quanto la responsabilità dell'ammissione nell’Ordine richiede. 

Essere un Templare è realmente un passo importante nel cammino di crescita di un essere umano, sempre che scelga questa tra le molte vie per servire il Cristo, e comporta responsabilità molto importanti. 

In realtà lo scopo primo di un Templare, anche oggi, è esattamente quello definito mille anni fa... ri-Tracciare, tenere libero e difendere il cammino dell'uomo verso il Cristo, come Tempio della Chiesa Cristiana. (Tempio di Salomone) 

Per realizzare questo, il loro impegno comprendeva un cammino di rinuncia e di obbedienza, ai tempi realmente monastico. 

Pur comprendendo oggi che la caratteristica monastica sia inadatta per il periodo evolutivo attuale, rimane molto importante capire che la lotta per la via al Cristo richiede sempre rinunce e dedizione.  

Le priorità di un novello Templare devono cambiare, mettendo in prima istanza i compiti di servizio come Cavaliere del Cristo, o se volete, dato che il comandante delle schiere celesti è l'Arcangelo Michele, come Cavaliere dell'Arcangelo Michele. 

La spada che il Cavaliere porta con onore è il simbolo esteriore di una spada di Michele che deve anche essere portata interiormente come segno di rettitudine e di inflessibilità nella lotta contro le forze avversarie del maligno. 

Quindi vediamo in questa lotta al fianco delle schiere Micheliane la proiezione in chiave moderna del lato guerriero del Templare, che oggi si trova a combattere battaglie non meno onerose e importanti di quelle combattute nei secoli passati. 

La strada aperta dal Cristo con la sua resurrezione ha aperto la via al rapporto diretto tra UOMO e SPIRITO DIVINO. Essendo lo Spirito Divino l’espressione del Dio creatore nella creazione, questo rapporto esplicita il legame tra Dio e l'uomo Questa sarà la colonna portante del credo Gnostico al quale hanno attinto gli stessi Cavalieri Templari. 

Risulta quindi importante, per un novello Templare, approfondire la conoscenza esoterica e di fede di questa via tracciata secoli or sono, eppure mai più di oggi viva e vivente. 

Anche i Templari quindi hanno un cammino di crescita e di conoscenza che da esoterico deve divenire compreso e chiaro e, al contrario di altre organizzazioni settarie, DEVE essere diffuso nel mondo. 

I Templari NON sono una setta! 

Il nostro dovere è di essere presenti e visibili, essi non si sono mai nascosti e il cuore dell'Ordine, anche sotto persecuzione ha preferito la morte alla fuga e alla clandestinità. 

Questo è il motivo della distruzione formale dell'Ordine ma è anche stato il messaggio chiaro ai posteri: noi siamo ciò che siamo e non nascondiamo chi siamo e cosa facciamo. 

Un Templare non deve nascondersi, deve portare la sua croce con onore e diffondere il credo nel Cristo, la speranza di una strada di libertà senza la quale l'uomo non ha scampo e l'astuto diavolo avrebbe vinto la battaglia iniziata agli albori del mondo. (che non vincera’) 

Un Templare si affida all'Amore infinito della Madonna e alla forza inesauribile di Michele e con esse percorre il cammino nel mondo. 

Non vi può essere un Templare e un modo di fare settario, neanche al di fuori dell'Ordine stesso. Tutto ciò che limita la conoscenza a un gruppo di uomini accrescendone il potere sugli altri (e la conoscenza è potere), è contrario al credo Templare. 

Anzi diremo di piu', non vi può essere un pensiero che giustifichi un Templare quando è "al di fuori dell'Ordine". Un Templare è sempre nell'Ordine in qualsiasi momento e luogo e qualsiasi cosa faccia. 

Essere Templari non e’ dato dall’investitura, dall’appartenenza ad un Ordine. 

L’Ordine stesso puo’ definirsi Templare, non quando un sedicente Gran Maestro si definisca tale, oppure per mera discendenza, ma quando venga riconosciuto tale dal resto della comunita’. E’ il riconoscimento che viene dall’esterno che da significato alla nostra esistenza come Cavalieri Templari, questo e’ stato perso e questo deve essere riconquistato. (potremmo farne a meno, ma diverremmo un Ordine monastico chiuso od una setta e nessuna di queste definizioni ci si confa’) 

Un Templare lo e’ oggi, tanto quanto lo era nel passato, non e’ cambiato nulla. 

Un Templare vive la sua essenza di Cavaliere Templare 24 ore al giorno, non solo quando si riveste con il mantello. 

Un Templare non nasconde il suo ruolo, vive nella luce, e’ orgoglioso di dire: sono un Cavaliere Templare. 

Fermo restando tutto questo, cosi’ come nei tempi antichi, ognuno apporta all’Ordine in base alle sue capacita’ ed aspirazioni. 

Vi saranno Cavalieri piu’ inclini all’opera pratica, altri piu’ a loro agio negli studi esoterici e nella ritualistica. L’Ordine deve offrire a tutti la possibilita’ di esprimere i propri talenti e a crescere insieme come una vera fratellanza.  

Negli ultimi tempi, che definirei piu’ bui di quelli medievali per la caduta dei valori e per la mancanza quasi assoluta di sacralita’ nella vita delle persone (riconoscere e vivere il sacro in ogni gesto, accadimento, persona), le persone si avvicinano all’Ordine chiedendosi cosa possano ottenere da esso: contatti per il proprio business, importanza personale, potere?? 

Quando vi avvicinerete all’Ordine per entrare nel Gran Priorato d’Italia, chiedevi:  cosa posso dare io all’Ordine? 

Questo e’ il giusto atteggiamento perche’ quando ci si avvicina con cuore aperto e puro, allora si riceve TUTTO, senza nulla dover chiedere. 

Non pensate che io sia un illuso o un visionario, anzi si, una visione mi prende, come deve prendere chiunque si accinga ad un’opera di rivoluzione delle menti e dei cuori. 

So bene che cosi’ non sara’ per molti, ma l’esempio e il trovarsi guidati in questo cammino portera’ tanti Cavalieri ad aprire se’ stessi alla vera Fratellanza Templare. 

Ricordate ! NON NOBIS DOMINE ! 

 

La visione, ovvero, cosa fare nella pratica?

Risulta difficile riassumere in poche parole un cammino di vita che mi ha portato infine in questo ruolo, deciso e pronto a condividerne i frutti con tutte le persone di buona volonta’, siano essi Cavalieri Templari o meno. 

Un cammino che parte da lontano sulla via dell’Arcangelo Michele, e noi consideriamo i Cavalieri Templari come i Cavalieri dell’Arcangelo. 

Una visione del Templare di oggi che abbiamo espresso piu’ nel dettaglio nel libro "I Cavalieri Templari" 

Riprendendo la regola antica del 1200, si scopre come la Commanderia Templare ruotasse non solo attorno al nucleo di cavalieri ivi presenti, ma anche integrando una vasta comunita’ di profani, ed e’ quello che auspico venga attuato dalle Commanderie che insieme creeremo in Italia. 

La vita Templare deve uscire all’esterno della Commanderia ed esprimersi nella struttura che vive ed opera intorno ad essa. 

Spesso ci viene posta la domanda: ma in pratica cosa fare come Ordine, quali progetti realizzare?

Anche qui, la storia ci è di esempio. 

I Templari decisero di aiutare e ridare la speranza nella vita al popolo, vita a quei tempi assolutamente misera e pericolosissima; un popolo tartassato dalle gabelle, senza potere e impegnato fino allo stremo per soddisfare i bisogni primari legati a una precaria sopravvivenza. 

Un popolo in queste condizioni non può pensare al Cristo, non può seguire alcun cammino di crescita. 

Ecco che i Templari, rendendo sicure le vie di comunicazione, dando lavoro a condizioni oneste, finanziando il primo vero microcredito e creando una microeconomia locale sostenibile, permisero alla popolazione di uscire dallo stato assoluto di miseria e d’ignoranza permettendo, se la storia lo avesse concesso, la creazione di un primo vero stato Cristiano. 

Ma... non vedete quanti paralleli alla situazione di oggi... non vedete come questa crisi stia mettendo in evidenza gli stessi aspetti di allora? 

Il potere si esprime sempre uguale a sé stesso, nulla cambia. 

La disperazione è diventata di altro livello; manca il tempo per seguire un cammino di crescita, il pensiero viene controllato, la finanza ricatta l'essere umano togliendo il credito necessario per non essere schiacciati dagli ingranaggi del nuovo capitalismo finanziario, (cioe’ dal debito) la classe media si impoverisce e non ha piu' mezzi per investire nello spirito, nell'anima (arte, ricerca, filosofia, studio, preghiera), ma solo piu' per lavorare e sopravvivere. 

Il livello culturale si abbassa, la fame di conoscenza e del vero Cristo porta alla disperazione anche chi tenta ancora di cercare, perché abbindolato da miriadi di falsi dei della felicità in Terra, subito e senza sforzo. (Un telefonino, una macchina nuova, una setta). 

Abbiamo delegato il nostro potere, al sistema stato, al sistema finanza. Abbiamo reso la nostra esistenza slegata dalla realtà persa in numeri astratti, in bit elettronici e adesso il cappio si sta stringendo. Il potere si consolida e si prende quanto in fondo gli abbiamo delegato con fiducia cieca e sorda. 

Questa è la nostra nuova lotta. 

Ridare speranza, aiutare nel piccolo le persone che abbiamo attorno. Dare cibo sano, conoscenza, microcredito, se possiamo. Dobbiamo contribuire a toglierle le persone dalla disperazione, materialmente e spiritualmente. 

Ricordiamo che l'UNICO peccato citato dal Cristo è quello di omissione. (Avevo fame e non mi avete dato da mangiare, avevo sete e non mi avete dato da bere......) Omissione dal dare ciò che abbiamo a chi è vicino e che ha bisogno, che sia pane o conoscenza.

Senza la necessità di andare a cercare il bisognoso cosi' lontano da noi... guardiamoci intorno. 

Questa è la prima missione di carità Cristiana di un Templare. 

(Umile, poco altisonante, scarsa in immagine, ma piena dell'amore del Cristo) 

Le opere di bene quindi, devono rivolgersi prima di tutto alla vicina comunita’. 

Gli aiuti devono essere concreti e mirati al benessere sociale e allo sviluppo della comunita’ all’intorno della Commanderia Templare che ne riconoscera’ l’operato e la vedra’ come il centro di divulgazione del sapere e del benesserre, inteso come un ben-vivere un bien-etre, un buona esistenza. 

Sempre riandando alla storia, i Templari offrivano micro-credito per permettere al piccolo commerciante, al bottegaio, al contadino di far prosperare la propria attivita’; anche questa e’ un’attivita’ che andrebbe incentivata. Se i notabili di una Commanderia mettono insieme un fondo per permettere un micro credito mirato alla vicina comunita’, senza interessi e quindi senza usura, questa iniziativa sarebbe meritevole e ben ricompensata dalla comunità stessa, con i propri servizi. 

Servizi dei quali dobbiamo imparare a servirci anziche’ rifornirci utilizzando i mezzi della globalizzazione che impoveriscono il territorio. Questa sara’ per molti politica, ma per me e’ semplicemente buon senso !! 

Altro argomento molto importante e’ l’accesso al cibo sano, per i Cavalieri, come per la comunita’. 

Se non provvederemo a questo andremo incontro a problemi veramente seri, sia noi che il nostro futuro... i nostri figli. 

Acquistare un terreno con i fondi del Priorato, darlo in coltivazione a persone che accettino di utilizzare solo metodi naturali, condividerne i frutti e farli condividere dalla comunita’, garantendo il giusto ritorno economico, questo e’ un esempio di come operare. 

Abbiamo le conoscenze delle antiche tradizioni italiane su come produrre incensi, olii essenziali, prodotti naturali, prodotti spagirici VERI e tanto altro. 

Possiamo utilizzare per tutti questi prodotti il nostro marchio Templare, finanziare l’inizio delle piccole attivita’ e fornire un servizio a noi stessi ed alla comunita’. 

Tutto questo ci fara’ riconoscere a vari livelli e questo e’ solo l’aspetto pratico, piu’ vicino alla materia. 

 

La visione spirituale

Come ogni entita’ duale nella sua essenza il Templare, monaco-guerriero, interpreta al meglio questa realta’ legata in maniera indissolubile alla crescita personale. 

Come il Cavaliere Templare stesso, cosi’ anche il Priorato deve essere punto di riferimento e di crescita nella materia come nello spirito. 

Noi riteniamo che un Cavaliere Templare, per divenire tale, debba anche studiare almeno le basi ed i principi del Templarismo, sia da un punto di vista storico, sia di fede. Apprendere la regola e i principi dello gnosticismo, per esempio. 

Se poi il Cavaliere e’ personalmente interessato ad una crescita personale che lo porti ad ampliare i propri orizzonti a livello esoterico, di simbolismo, di arte della parola e della volonta’, di Spagiria ed Alchimia, siamo in grado di offrire dei corsi di altissimo livello, non solo teorici, ma anche pratici. 

Questa diverra’ l’Accademia Templare che sara’ legata al nostro Priorato e che diffondera’ queste conoscenze ben al di la’ dei suoi confini. 

Oggi tanti si vantano di possedere conoscenze esoteriche, noi abbiamo le pratiche per la purificazione e la salita ai livelli piu’ alti dell’animo umano. 

Le qualita’ spirituali di un Cavaliere Templare devono soprattutto riflettersi nel suo atteggiamento di sacralita’ rispetto alla vita e alla propria esistenza. 

Ogni cosa con la quale veniamo in contatto e’ sacra e questa coscienza deve ampliarsi ogni giorno di piu’ fino a riempire l’esistenza. 

 

Gioventu’ e Templarismo

Noi pensiamo che tutto quello che stiamo creando e che creeremo con il vostro aiuto sara’ soprattutto per i nostri figli. 

Le tradizioni che sapremo trasmettere intatte a loro saranno un tesoro prezioso e dovremo fare in modo che cio’ avvenga perche’ ne avranno molto bisogno. 

Badate bene che non parlo solo di valori ma anche di pratiche di vita che permettano di passare attraverso qualsiasi difficolta’ essi possano incontrare. 

Incoraggio quindi a far entrare come scudieri quanti piu’ giovani possibili e di creare manifestazioni, eventi e capitoli a loro dedicati, magari interessandoli con delle ricostruzioni storiche. 

 

Il Business, il potere e le false aspettative.

Molti ordini di diverso tipo, destinati a quella che viene definita una elite di persone, hanno portato i loro membri ad affacciarsi ad essi con la reale intenzione di accrescere il proprio potere e di permettere un arricchimento personale. 

Questa e’ una falsa aspettativa. 

Come prima cosa l’Ordine Templare non riunisce persone elitarie per censo o professione, ma per l’amore verso la Cristianita’, il senso di carita’ e la voglia di mettersi in gioco per migliorare il mondo in cui vivono. 

Se poi alcuni incontri portassero dei fratelli a collaborare in altri campi, che cio’ resti fuori dal Priorato. Piuttosto si ricordi chi ha beneficiato dell’aiuto Divino in questo mondo, di aiutare a sua volta chi ha bisogno. 

Questa e’ la nostra unica raccomandazione. 

  

NON PENSIATE CHE NOI SIAMO QUI PER UNIRE UOMINI, NOI UNIAMO ANIME, ANIME CHE BRUCIANO PER SETE DI GIUSTIZIA E DI AMORE, E NON PENSIATE CHE TUTTI GLI ESSERI UMANI SIANO ANIME, POCHI LO SONO.  

A NOI QUEI POCHI BASTANO !!!! 

Non Nobis Domine, Non Nobis, sed in Nomine Tuo da Gloriam

 

Il motto

tam ethice quam physice

Così nell'etica, come nella realta'. 

Questo antico motto degli alchimisti medievali è stato da noi adottato per descrivere la qualità dell'essere umano in questo mondo, se questi si comporta come tale. 

Noi siamo abituati a parlare di morale, ma la morale è un concetto effimero, passeggero, legato a luoghi ed epoche. 

L'etica, invece è il segno rappresentativo, il metro di paragone, la cartina di tornasole che permette di distinguere un essere umano da un guscio vuoto. 

Quindi l'etica, qualità specifica dell'essere umano si deve rivelare in ogni sua parola, gesto, pensiero. In ogni azione e creazione essa deve essere moto iniziale e riflettersi nel mondo fisico in tutti i suoi aspetti. 

Quando ci confrontiamo con un dilemma, con una decisione, con un nostro atto, dobbiamo chiederci se abbiamo rispettato il nostro Spirito di Esseri Eterni e Divini e se abbiamo quindi soddisfatto il motto: 

tam ethice, quam physice.